Rifugiati e vittime della tortura PDF Stampa E-mail

Presso il Centro Frantz Fanon è attiva un'unità di presa in carico e di riabilitazione per utenti richiedenti asilo, rifugiati e vittime della tortura, che vengono seguiti sia direttamente, attraverso attività di supporto psicologico e di psicoterapia, sia attraverso un lavoro di supervisione e consulenza rivolto agli operatori che, nelle istituzioni e sul territorio, se ne occupano. Il lavoro di presa in carico si fonda sull'attenzione alle vicende storiche e politiche dei paesi di provenienza, alle molteplici dimensioni che caratterizzano l'esperienza della violenza e del trauma, alle difficoltà legate alla vita e all'integrazione nel paese ospite. Il lavoro clinico si è accompagnato anche ad una rivisitazione critica delle contemporanee teorie sul trauma e sui disturbi correlati, ad un ripensamento della nozione di "memoria traumatica" e ad una decostruzione delle categorie cliniche che la definiscono (quella di PTSD innanzitutto).
Una parte non meno rilevante del lavoro di cura e riabilitazione si fonda sulla collaborazione con i servizi territoriali, gli enti e le associazioni che si occupano di richiedenti asilo e rifugiati allo scopo di promuovere una presa in carico integrata (ricerca del lavoro, della casa, ecc.) e attenta a quelle risorse della persona che si rivelano utili a configurare nuovi equilibri e relazioni nel nuovo contesto.

Gli operatori del Centro si occupano inoltre della raccolta del materiale clinico e delle certificazioni medico-psicologiche utili a sostenere l'istanza di richiesta d'asilo, prima presso la Commissione Centrale per la Valutazione dello Status di Rifugiato del Ministero degli Interni ed oggi presso le Commissioni Territoriali decentrate. Una parte dell'attività con gli utenti richiedenti asilo si concentra inoltre sulla preparazione all'audizione presso tale istanza e alla gestione delle difficoltà emotive che generalmente accompagnano questa esperienza.
Il gruppo di lavoro ha prodotto documenti di ricerca e di riflessione, ed ha collaborato a progetti nazionali ed internazionali (quale quello promosso con L'Italian Consortium of Solidarity) concernenti la riabilitazione delle vittime della tortura. Il Centro è inoltre attivo nella formazione, in Italia e all'estero, degli operatori coinvolti nel trattamento delle vittime della violenza organizzata e della tortura (Torino, 1999; Bosnia Erzegovina, Sarajevo, 2000; Territori Occupati, Ramallah, 2004; Repubblica Democratica del Congo: Goma, 2005: vedi Attività internazionali).