Estratto dallo Statuto dell'Associazione Frantz Fanon PDF Stampa E-mail

E' costituita l’Associazione per la promozione e la tutela della salute mentale degli immigrati, dei rifugiati e delle minoranze con la denominazione “Associazione Frantz Fanon” (AFF). Essa non ha fini di lucro. L’Associazione ha sede legale in Torino (Italia) in via Garibaldi, n.13 (presso il Centro Studi“Sereno Regis”). [...]

Principi e finalità

L’Associazione crede nell’ equa redistribuzione delle ricchezze e delle risorse, nella giustizia sociale,nel rispetto della diversità culturale e dei diritti umani; l’Associazione crede che il coinvolgimento della società civile sia fondamentale nella cooperazione allo sviluppo e pertanto promuove, incoraggia, sostiene la partecipazione attiva – diretta e indiretta – della società alle proprie attività e ne sollecita una valutazione critica.

L’Associazione persegue i propri obiettivi e i propri progetti in modo indipendente dal controllo statale, dei governi e delle istituzioni multilaterali o da altre istanze aventi scopi differenti o contrari dalla propria filosofia; si impegna ad utilizzare metodi appropriati di raccolta fondi per sostenere le proprie attività, nonché a sottoporli a costante verifica differenziando le fonti di finanziamento per poter mantenere un’indipendenza finanziaria dai donatori.

L’Associazione si propone di contribuire al rafforzamento e/o al miglioramento delle capacità delle istituzioni e degli operatori dei paesi in cui effettua i suoi interventi. L’obiettivo di tale azione è favorire la piena autonomia e l’autosufficienza delle istituzioni e dei gruppi destinatari dei progetti.L’Associazione definisce i criteri di valutazione per ogni singolo progetto, prevedendo inoltre la partecipazione alle attività di valutazione, monitoraggio e supervisione di operatori appartenenti ai paesi partner. Rapporti di valutazione saranno preparati trimestralmente o con periodicità diversa in rapporto alle diverse esigenze dei progetti.

L’Associazione si propone i seguenti fini istituzionali:

a) di operare per la tutela e la promozione della salute, con particolare riferimento a quella mentale, della popolazione costituita da persone immigrate, rifugiate, vittime della tortura, appartenenti a gruppi o minoranze etniche esposti, quale che sia il contesto, a persecuzioni, discriminazioni, violenze. A questo proposito l’Associazione opera in Italia sul piano delle attività propriamente cliniche e di counselling attraverso l’azione di un gruppo di lavoro denominato “Centro Frantz Fanon”.

b) di contribuire, attraverso un costante rapporto con le Istituzioni, all’elaborazione di politiche di intervento in materia di salute pubblica (con particolare riferimento ai soggetti indicati al comma a);

c) di svolgere attività di cooperazione ed educazione allo sviluppo in favore delle popolazioni del terzo mondo.

Obiettivi e modalità di realizzazione

Gli obiettivi che l’Associazione intende perseguire sono i seguenti:

a) concorrere allo sviluppo e alla salute delle comunità umane, dove con il primo termine si intende uno sviluppo umano sostenibile e la promozione di “lavoro dignitoso” (secondo quanto adottato dal vertice mondiale sullo sviluppo sociale di Copenaghen, 1995); e per salute, si intende non solo l’assenza di malattie, ma anche il pieno benessere fisico, mentale e sociale(carta della Salute di Ottawa, 1986); e si riconosce altresì la necessità di adeguare tale definizione ai contesti, nel rispetto delle concezioni locali di salute e malattia;

b) sviluppare la ricerca in merito alle pratiche di costruzione della salute e al ruolo degli attori sociali nella scelta degli itinerari di cura e nell’individuazione dei più appropriati percorsi di risocializzazione;

c) promuovere una maggior integrazione tra Istituzioni e società e collaborare con tutte le forze ed i movimenti che operano a favore della salute e della qualità di vita delle persone immigrate o appartenenti a minoranze, nonché per la difesa dei loro diritti, anche attraverso la costituzione di reti e gruppi multidisciplinari a carattere internazionale;

d) promuovere la ricerca di parametri utili alla valutazione dell’efficacia degli interventi;e) favorire l’accesso alle risorse sociali ed ai servizi da parte di gruppi svantaggiati, perseguendo il sistematico collegamento con associazioni, cooperative ed agenzie di sviluppo economico locale al fine di ridurre i rischi di esclusione e di marginalità sociale;

f) sviluppare azioni dirette alla tutela e alla promozione della salute e della qualità di vita di soggetti appartenenti a fasce deboli, con particolare riferimento all’infanzia e alle donne(difficoltà scolastiche, lavoro minorile, vittime della tratta, ecc.), nonché a persone o gruppi esposti a condizioni di conflitto, di guerra, di violenza;

g) promuovere attività di ricerca e di intervento sui problemi della migrazione, dell’inserimento sociale degli immigrati, della devianza in tutte le sue forme, con particolare attenzione alle condizioni di disagio, di detenzione, di istituzionalizzazione.

L’Associazione conta di perseguire gli scopi di cui sopra con i seguenti mezzi:

a) attività cliniche, preventive e di supporto psicosociale in situazioni di disagio o di conflitto,violenza di massa, esodo, nonché attività di consulenza per operatori; tali attività contano sulla partecipazione sistematica di specialisti ed esperti della mediazione culturale ed etnoclinica;

b) attività di formazione (incontri, corsi, seminari, congressi, manifestazioni artistiche e culturali e ogni altra attività che si renda di volta in volta necessaria o opportuna in qualsiasi luogo, sia esso pubblico che privato) rivolta ad operatori della Salute Mentale, dei servizi sociali e sanitarie dei centri di riabilitazione, degli Uffici e degli Enti che rivolgono la propria azione agli stranieri;

c) elaborazione e diffusione in Italia e all’estero di materiali informativi, libri, riviste, periodici e ogni altro materiale stampato e audiovisivo, inerente ai temi di ricerca e intervento propri dell’Associazione ed in particolare alle questioni dell’Antropologia medica, della Sociologia sanitaria, dell’Etnopsichiatria e dell’Etnopsicologia, ecc, al fine di sviluppare ed arricchire anche il livello di conoscenza della collettività (cittadini, minoranze etniche ed immigrati) circa i problemi della salute mentale, delle culture di appartenenza, delle questioni di genere;

d) promozione di iniziative di ricerca scientifica, di indagine e di studio nel campo della salute mentale, dei sistemi locali di cura, dei problemi sanitari, giuridico-legali e sociali di particolare impatto (HIV-AIDS, malnutrizione, sfruttamento, abuso, tortura, libertà di opinione, devianza,ecc.);

e) promozione di attività formative e culturali a vantaggio degli utenti e dei loro familiari, così come delle Comunità di immigrati e delle minoranze etniche nel loro insieme (con particolare attenzione alle questioni di genere); sostenendo e favorendo l’associazionismo fra pazienti,cittadini, forze sociali per la piena attuazione del diritto alla cura ed alla assistenza di tutti coloro che ne avessero necessità;

f) attività di consolidamento delle istituzioni, supporto alle organizzazioni locali, sviluppo comunitario, promozione dell’associazionismo culturale e di lavoro allo scopo di favorire lo sviluppo locale e l’autonomia dei soggetti e delle strutture comunitarie.

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