Transizioni II: formazione 2027-2028

Campi di ricerca e formazione per un’etnopsichiatria critica

Avviare un percorso di formazione significa rimettere in moto un pensiero collettivo, ripensare vocabolari e chiedersi come realizzare insieme ciò che il Centro Fanon, fin dal primo giorno della sua nascita, ha tentato di costruire: un progetto animato dalla sottile arte della differenza.

Troppo spesso il campo dell’etnopsichiatria è stato ridotto, non solo in Italia, a un flebile vagito di cura nel quale sarebbe diventato facile trovare chi si prestava a intonare litanie sul rapporto tra “cultura e psicopatologia” o presentare vignette cliniche al limite del folklorico. Si continua ancora oggi a usare un linguaggio che parla di “tradizione”, “origine”, “miti”, “credenze” dentro fenomenologie esauste e depoliticizzate. Anche quando ci si appropria dei nuovi lemmi alla moda, lo si fa senza portare sino in fondo le conseguenze di scelte terminologiche, epistemologiche o politiche. Dal canto loro, anche i movimenti di affermazione di un orgoglio nero, arabo, femminista, transfemminista sono esposti al rischio di riprodurre mondi manichei, divisi, alienati quando fanno economia di un’analisi rigorosa (e dunque inevitabilmente dolorosa) delle ambivalenze al cuore di ogni processo di trasformazione della sofferenza.

Quello che qui proponiamo è un percorso che intende assumere criticamente i nodi di un discorso oggi minato, un percorso che pone una domanda preliminare (chi si sente autorizzatə ad affermare di aver chiaro e saper trasmettere che cosa sia la “cultura”, la “differenza culturale”, il “malessere dell’Altro”?) prima di interrogare che cosa sia il “sintomo” e che cosa significhi curare.

Insegnare, educare, “addestrare” all’etnopsichiatria non significa accontentarsi di ripetere qualche concetto, citare qualche autore, riprendere qualche esperienza imbastendo un generico assemblaggio di modelli; né è piegare esperienze e saperi altri al lessico e alle forme delle nostre pratiche ordinarie, rivitalizzate semmai con un tocco di alterità culturale. Significa per noi tessere un discorso in grado di attraversare i diversi campi del lavoro clinico e politico, senza eludere nessuna delle contraddizioni che lo definiscono. È questa l’arte del montaggio, possibile quando si voglia capire che cosa fare delle proprie formazioni precedenti, delle scuole di psicoterapia o dei master in studi della migrazione già frequentati: in altre parole, come far interagire modelli teorici e pratiche con un’etnopsichiatria clinica critica-dinamica-radicale che interroghi e trasformi.

Se ritenete che alcune delle questioni qui tratteggiate vi interpellino e siano anche le vostre, che sia arrivato il momento di accettare la sfida che tali domande dischiudono provando a svilupparle senza farle più tacere, possiamo allora tentare insieme di costruire dispositivi di cura in grado di rispondere ai bisogni teorici così come alle domande di aiuto del nostro tempo. Ciò che si intende promuovere è un pensiero critico, deciso a mettere in discussione stili di cura e categorie egemoniche per inventarne di altri (non necessariamente “originali”, perché non c’è nel nostro progetto alcuna pretesa di innovazione). Non si trasmetteranno nuove tecniche, né si insegneranno nuovi test (“culturalmente” compatibili e “metodologicamente” adattati, come vogliono ormai tutti coloro che continuano a fare un uso coloniale della conoscenza); non si presenteranno “buone pratiche” né dispositivi prêt-à-porter. Non si cesserà tuttavia di parlare di saperi incarnati, consapevoli della storia di esperienze alternative, rivolte a immaginare una pratica clinica situazionale.

Roberto Beneduce e Simona Taliani


anni

residenze estive a Entracque (CN) – luglio o agosto

fine settimana a Napoli
(ultimo weekend di febbraio, maggio, settembre e novembre)

Candidature entro il 1° dicembre 2026


Otto fine settimana – otto campi di lavoro

Programma teorico 2027-2028

01 Colonialità e psiche

Storia critica della psichiatria transculturale. Depressione, suicidio, ecopsichiatria e psiche ai tempi del genocidio.

02 Psicopatologia politica

Fanon, oppressione, violenza, tortura e trauma. Religione, trance, possessione e modelli di persecuzione.

03 Diagnosi e traduzione

Psicodiagnostica coloniale, diagnosi transculturale, memoria e paradigmi narrativi. Linguaggio, corporeità e traduzione.

04 Famiglia, infanzia, parentela

Edipo, unchilding, genitorialità, intersezionalità e disidentificazioni. Psicoanalisi in contesti non occidentali.

05 Migrazioni e istituzioni

Asilo, cittadinanza e sofferenza istituzionale. CPR, frontiere, militarizzazione, deportazione e prigione.

06 Saperi locali e cura

Efficacia simbolica, oggetti terapeutici, immagini, sogno e parole-agenti. Teatro, letteratura e cura.

07 Memoria e deistituzionalizzazione

Contro-memoria, memoria incorporata e ripetizione. Psicoterapia istituzionale, Tosquelles e Basaglia.

08 Razzismo e alienazione

Follia come prisma politico, razzismo diagnostico, violenza epistemica, Fanon e vita psichica del razzismo.

Ogni fine settimana si aprirà con una lezione mattutina in cui verrà trattato un tema imprescindibile (che dà il titolo a ogni sessione), a cui seguiranno momenti di analisi a partire da una pratica clinica e/o etnografica (campi di tensione) e da proposte teoriche di altri campi disciplinari (saperi in divenire). Si manterrà anche uno spazio per la discussione che vorrà essere ampia e il più possibile condivisa e partecipativa. Le pause permetteranno anche una controra, per un poco di riposo.


Calendario

Da febbraio 2027 a novembre 2028

2027 – Napoli

  • 27-28 febbraio
  • 29-30 maggio
  • 25-26 settembre
  • 27-28 novembre

I fine settimana di formazione saranno l’ultimo weekend dei mesi di febbraio, maggio, settembre e novembre.

2027 – Entracque

Ogni anno è previsto un seminario residenziale di supervisione a Entracque, in provincia di Cuneo. Si propone un periodo di 4 giorni in una settimana di luglio o agosto. Le date dei seminari estivi saranno comunicate a inizio corso.

2028

Il secondo anno prevede la stessa organizzazione del primo: si proporranno 4 fine settimana a Napoli e un seminario residenziale a Entracque. Le date saranno comunicate nel corso dell’anno e concordate insieme.

Formazione e supervisione

La formazione sarà distribuita su 8 fine settimana in 2 anni (un weekend ogni 3 mesi circa, per 12 ore a weekend). Gli insegnamenti teorici saranno complessivamente di 96 ore, così distribuite:

Sabato
  • 10.30-13.30 Temi imprescindibili
  • 13.30-15.00 Pranzo e controra
  • 15.00-17.00 Saperi in divenire
  • 17.00-17.30 Pausa caffè
  • 17.30-19.30 Laboratorio
Domenica
  • 9.30-12.30 Campi di tensione
  • 12.30-14.00 Pranzo e controra
  • 14.00-16.00 Saperi in divenire

La supervisione clinica e/o etnografica sarà distribuita in momenti residenziali. Si organizzerà un seminario dal giovedì alla domenica a Entracque presso un rifugio alpino (facilmente raggiungibile in macchina o con i mezzi di trasporto locale) per un totale di 22 ore all’anno.


Partecipazione

Si richiede la presenza per la formazione e per la supervisione. I fine settimana e il seminario residenziale estivo sono in continuità (non in alternativa), per un totale di 70 ore ogni anno: 48 di formazione e 22 di supervisione. Senza la partecipazione ai seminari residenziali non potrà essere rilasciato l’attestato di partecipazione alla fine dei due anni.

Borse di studio

  • 2 borse per operatori e operatrici del privato sociale;
  • 2 borse per mediatori e mediatrici con contratti precari o a tempo determinato.

Come candidarsi

Termine per le iscrizioni: 1° dicembre 2026. Risposte entro il 12 gennaio 2027.

Presentazione della domanda e criteri di selezione per iscriversi

Si chiede di inviare una lettera motivazionale che indichi le ragioni per cui si decide di intraprendere un percorso di conoscenza dell’etnopsichiatria critica; saranno valorizzate le esperienze pregresse, gli interessi e gli eventuali lavori (scritti, video, mostre), l’attivismo e le attività di cooperazione o volontariato. Candidate e candidati sono pertanto invitati ad allegare alla domanda materiali che ritengono utili per far comprendere il proprio percorso di ricerca e formazione. L’email dovrà essere inviata specificando nell’oggetto “Iscrizione a Transizioni II Edizione” a: illas.informazioni@gmail.com

Presentazione della domanda e criteri di selezione per candidarsi alle borse di studio

Si chiede di inviare una lettera motivazionale con le stesse informazioni richieste a chi si intende iscrivere, nonché le ragioni per cui si chiede di poter usufruire della borsa di studio, documentando in particolare la propria condizione lavorativa. L’email dovrà essere inviata specificando nell’oggetto “Candidatura per borsa di studio a Transizioni II Edizione” a: illas.informazioni@gmail.com

Costi annuali

600 euro + IVA

formazione

350 euro, esente IVA

supervisione residenziale


I docenti

I docenti che hanno confermato la loro partecipazione al percorso sono:

  • Noureddine Amara (Algeri)
  • Roberto Beneduce (Torino)
  • Roberto Bertolino (Torino)
  • Livio Boni (Parigi)
  • Viola Carofalo (Napoli)
  • Raffaela Cucciniello (Parigi)
  • Miguel Mellino (Napoli)
  • Ibrahima Poudiougou (Oslo)
  • Zakaria Rhani (Rabat)
  • Ruba Salih (Bologna)
  • Simone Spensieri (Chiavari)
  • Simona Taliani (Napoli)
  • Mia Törnqvist (Stoccolma)
  • Francesco Vacchiano (Venezia)
  • Patrice Yengo (Parigi)
  • Noureddine Amara (Algeri)
  • Roberto Beneduce (Torino)
  • Roberto Bertolino (Torino)
  • Livio Boni (Parigi)
  • Viola Carofalo (Napoli)
  • Raffaela Cucciniello (Parigi)
  • Miguel Mellino (Napoli)
  • Ibrahima Poudiougou (Oslo)
  • Zakaria Rhani (Rabat)
  • Ruba Salih (Bologna)
  • Simone Spensieri (Chiavari)
  • Simona Taliani (Napoli)
  • Mia Törnqvist (Stoccolma)
  • Francesco Vacchiano (Venezia)
  • Patrice Yengo (Parigi)

FAQ

Si deve obbligatoriamente partecipare alla formazione e alla supervisione e le voci dei costi sono separate per questioni puramente finanziarie-amministrative (la formazione prevede l’aggiunta di IVA al 22%, mentre la supervisione è esente IVA).

I seminari, le supervisioni e la settimana di autogestione vogliono costituire momenti di riflessione e di scambio tra professionisti di diverse formazioni, ricercatori e ricercatrici, studenti e studentesse alle prese con vecchie e nuove espressioni di un disagio che oggi si intreccia senza soluzione di continuo con le minacce della crisi ecologica e la violenza della storia.

Per la formazione le spese di vitto e alloggio sono a carico del partecipante (a Napoli quindi ci si deve occupare per tempo di prenotare strutture per pernottare e mangiare); per la supervisione residenziale la quota è comprensiva di tutto (vitto e alloggio).
Le spese di viaggio sono sempre a carico del partecipante.

No, l’iscrizione prevede la partecipazione ai due anni e non si può partecipare solo alla formazione e/o solo alla supervisione. Se fosse troppo gravoso il percorso (per la durata o per i costi o altre ragioni), si potrà sempre partecipare per chi fosse interessat* ai seminari estivi a Entracque (che solitamente durano una settimana e costano sui 600 euro esente IVA, comprensivo di vitto e alloggio).


Per informazioni: illas.informazioni@gmail.com